Archivio per Ottobre 2007

AGHI

Sotto!
Tre euro e mancia
ché non mi trovi
mi infili

due foto

Sono soddisfatto di quel che ho fatto…
È difficile capire qual è la cosa giusta da fare, sapete?
 Non è mica da tutti.
 Ci vuole forza… Ci vuole tanto coraggio

Non era stato semplice ritornare alla vita dopo quei centoventi mesi trascorsi da pazzo tra i pazzi. Ma adesso Ivo Artoni era a posto. Era come tornato a nascere, un po’ con le sue forze, un po’ con l’aiuto della solidarietà di qualcuno che nemmeno conosceva. Via, alè, libertà. Di nuovo uno come tanti. Felice di non portare nemmeno un grammo di peso sulle spalle. Quella roba brutta che è il biasimo dell’universo gli era stato gentilmente cancellato da tutti coloro che avevano conosciuto – e avrebbero volentieri ucciso – quel funzionario a cui veniva tanto naturale prendersela con i deboli. Debole lui, a sua volta. E deferente fino alla nausea con i forti. Con l’Artoni sbagliò valutazione: se la prese con lui che era un uomo gentile. Ostinatamente, come un’ossessione. Fino a quel giorno, in cui un tagliacarte con il manico di osso e la punta affilata di fresco gli fece capire che, forse, le sue vessazioni avrebbe fatto meglio a indirizzarle altrove.

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Senza titolo

Chiudo
con sforzi abnormi
interiora aperte all’odio
Nei crampi rabbiosi
sento istinti inediti, mi piego e assecondo il dolore
Vorrei invece spezzare le voci
che gridano sangue
e che sputano serpi
Ragione!
Contro me sadico
invitami alla tua tavola
e lasciami, sazio,
l’agonia che chiedo

Nel bosco

A quest’ora saranno tutti quanti già a casa. Tutti, tranne quel fesso che sono. Perché io sono ancora qui, poco distante da casa, eppure lontanissimo. Accidenti a quando mi è venuto in mente di ripartire da solo. Accidenti a me e al gioco del grande esploratore. Esploratore… È bastato perdere i segni del cammino tracciato ed eccomi qua, incapace di andare sia a destra che a manca; di tornare su al rifugio, di capire da che parte sia il monte e da che parte sta la valle. Continua a leggere ‘Nel bosco’

Il mistero dell’acqua

Lo confesso: cosa fosse una Brita – e sto parlando di una B maiuscola – io non lo sapevo proprio. Questa Brita che ho scoperto da poco è agile, è squadrata e va riempita d’acqua. Ecco sì, la Brita con la B maiuscola è una brocca. Una brocca tutta di plastica abbastanza sottile, non di vetro come la maggior parte delle brocche che si vedono in giro. È circa un parallelepipedo, per metà bianco e per il resto trasparente, che a dire il vero è forse un po’ troppo scuro per poter essere chiamato così. Più che trasparire dà sul blu, anzi no, dà più sul grigio. Perciò, se ci metti il liquido per cui è stata progettata, cioè l’acqua, quest’ultima diventa quasi blu. Grigia-blu. Stessa cosa se ci versi del succo di tamarindo o della vodka. Se invece ci piazzi dentro della cedrata o della spuma bionda, magari esce fuori un bel verdino. O un giallino morto di sonno. Non ho ancora provato. Magari in estate. Continua a leggere ‘Il mistero dell’acqua’