Archivio per la categoria 'esercizi'

Iperacrostico a trittico alfabetizzato

Attendo ansiosa,
accorata
busserà
burlesco, beffardo
come conquistato
caloroso
dal dardo destro
felice, festoso
faremo girandole
giostrando gioiosi
ha, ha, ha
io intanto
inizio la lettera
lasciando mie memorie
massacrando notti
non nego
osservo odio
ondina,
perdona
poveri
peccatori.
Quadri
quiz
quanti radicali rotondi
ravvivati
solitari
sospesi
silenziosi
talvolta traggono titani
ubriachi umettosi, ungulati
viandante?
Vai veloce!
zigzagando
zitto
zitto

shhhhh
fine…

Paolo Conte

Finì tutto
ma rimasi un po’ annebbiato:
mi sembrò di avere in testa
un bicchiere
di acqua e orzata

Senza titolo

Cento pesos sul fornello
accalappiano la troia al verde
Latte di capra cagliato
nel bel mezzo
dello stupido rondò.
Il gendarme sdraiato mi fa segno
di ignorare la carcassa
tu guardi e procedi lenta,
sui tuoi piedi che corrono
in discesa.
Tre sedie sono appese
al reticolo di ferro.
Adagiate molli
aspettano la pioggia
che bagni loro
la paglia di Vienna
Vi si siede un vecchio ciuco
proprietà di Buridano
faccio ciò che lui non fa:
mangio acqua quando ho fame
bevo biada quando ho sete

Senza titolo

Profumo tuo lasciasti
ad assorbire il cencio blu che indosso
La sua fragranza è nota
per massaggiar le nari
quando tese
cominciano a vibrare a te che arrivi

MIRNA

Ho perso Mirna
e ho perso Mirna
Già prima di abortire
la sua ombra nella carne
amore non è più,
direbbero i poeti
ma poesia dove sei?
nelle terre che non oso più arrivare?
sai che resto qui
a fare
e a dire di poetare
senza notti afose
perché il sonno non mi manca
no, non sento caldo
non ho più sudore
perché tutto
è stato pianto

due foto v2

Sono soddisfatto di quel che ho fatto…
È difficile capire qual è la cosa giusta da fare, sapete?
Non è mica da tutti.
Ci vuole forza… Ci vuole tanto coraggio

- Serena, io non lo posso più vedere con quegli occhiali. Gli stanno male! Gli stanno troppo in alto! E poi sono fuori da ogni moda, con quel colore improbabile.
- Hanno anche un’asticella tutta storta
- Hai ragione. Compriamogli una montatura nuova, alle lenti ci penserà poi lui.
- Veramente un regalo io gliel’ho già fatto… arrossì Serena
- Tanto meglio, sarà un compleanno col doppio regalo.

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beyond Africa

Ho rivisto me stesso
davanti allo specchio
di un cesso che vola

due foto

Sono soddisfatto di quel che ho fatto…
È difficile capire qual è la cosa giusta da fare, sapete?
 Non è mica da tutti.
 Ci vuole forza… Ci vuole tanto coraggio

Non era stato semplice ritornare alla vita dopo quei centoventi mesi trascorsi da pazzo tra i pazzi. Ma adesso Ivo Artoni era a posto. Era come tornato a nascere, un po’ con le sue forze, un po’ con l’aiuto della solidarietà di qualcuno che nemmeno conosceva. Via, alè, libertà. Di nuovo uno come tanti. Felice di non portare nemmeno un grammo di peso sulle spalle. Quella roba brutta che è il biasimo dell’universo gli era stato gentilmente cancellato da tutti coloro che avevano conosciuto – e avrebbero volentieri ucciso – quel funzionario a cui veniva tanto naturale prendersela con i deboli. Debole lui, a sua volta. E deferente fino alla nausea con i forti. Con l’Artoni sbagliò valutazione: se la prese con lui che era un uomo gentile. Ostinatamente, come un’ossessione. Fino a quel giorno, in cui un tagliacarte con il manico di osso e la punta affilata di fresco gli fece capire che, forse, le sue vessazioni avrebbe fatto meglio a indirizzarle altrove.

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Nel bosco

A quest’ora saranno tutti quanti già a casa. Tutti, tranne quel fesso che sono. Perché io sono ancora qui, poco distante da casa, eppure lontanissimo. Accidenti a quando mi è venuto in mente di ripartire da solo. Accidenti a me e al gioco del grande esploratore. Esploratore… È bastato perdere i segni del cammino tracciato ed eccomi qua, incapace di andare sia a destra che a manca; di tornare su al rifugio, di capire da che parte sia il monte e da che parte sta la valle. Continua a leggere ‘Nel bosco’

Il mistero dell’acqua

Lo confesso: cosa fosse una Brita – e sto parlando di una B maiuscola – io non lo sapevo proprio. Questa Brita che ho scoperto da poco è agile, è squadrata e va riempita d’acqua. Ecco sì, la Brita con la B maiuscola è una brocca. Una brocca tutta di plastica abbastanza sottile, non di vetro come la maggior parte delle brocche che si vedono in giro. È circa un parallelepipedo, per metà bianco e per il resto trasparente, che a dire il vero è forse un po’ troppo scuro per poter essere chiamato così. Più che trasparire dà sul blu, anzi no, dà più sul grigio. Perciò, se ci metti il liquido per cui è stata progettata, cioè l’acqua, quest’ultima diventa quasi blu. Grigia-blu. Stessa cosa se ci versi del succo di tamarindo o della vodka. Se invece ci piazzi dentro della cedrata o della spuma bionda, magari esce fuori un bel verdino. O un giallino morto di sonno. Non ho ancora provato. Magari in estate. Continua a leggere ‘Il mistero dell’acqua’